La natività da Caravaggio a Tiepolo

Dopo anni di religioso silenzio, dall’ultima mia personale a Lecce nel 2001 come artista pittore, mi ripresento in una visione pittorica inedita.
Per spiegare le motivazioni che mi hanno hanno indotto ad una produzione pittorica ispirata all’antico, dovrò illustrare il mio percorso professionale.
L’attività di restauro di opere d’arte dei dipinti su tavola, tele, sculture lignee policrome, affreschi e vari manufatti, iniziata negli anni ’70 da libero professionista e conclusa nella pubblica amministrazione nel 2015, ha impegnato tutta la mia vita professionale con grande soddisfazione e con l’acquisizione di una importante sensibilità critica che da un lato mi arricchiva culturalmente, dall’altro reprimeva la mia natura creativa.
La prima mostra di questo genere, ha messo fine al mio personale e storico contrasto interiore rendendo omaggio e riconoscenza a ciò che è stata la linfa vitale che mi ha permesso di approfondire la conoscenza delle tecniche, i segreti e le peculiarità di cui sono costituite le opere antiche e la mia essenza creativa.
Questa mostra ha anche un compito didattico e sfuggendo da ogni accademismo decadente, vuole risvegliare le coscienze un po’ sopite dall’eccessivo e diffuso individualismo e da incomprese performances di troppe avanguardie speculative.
Tuttavia lo spirito della stessa, anche se pecca di un pizzico e spero legittima autocelebrazione, vuole esaltare la lettura stilistica, nello specifico di arte barocca, di alcuni dei grandi artisti del passato, non tutti conosciuti dal grande pubblico. Il modo con cui le opere, battezzate dal curatore della mostra “Capricci”, sono state da me interpretate, immaginando con divertimento di entrare nella loro bottega ed eseguire opere inedite con l’utilizzo dei loro cartoni, sbirciando tra le opere diffuse dalle loro committenze.
Il tema con cui essa è intitolata, “La Natività” vuole dunque essere augurale e coincidere con la mia rinascita pittorica affiancando le mie opere personali qui presenti e contraddistinte tra “Il Sacro e Il Profano”.
In questo percorso devo gratitudine ai dirigenti del settore dei Beni Culturali Storici Artistici, alle Soprintendenze con cui mi sono interfacciato, alle grandi mostre e agli immensi sforzi profusi al recupero dei beni culturali di tutto il territorio in particolare di quello Salentino, al fianco del mio caro compianto Tonino Cassiano Direttore del Museo Provinciale di Lecce “S. Castromediano”.
Ringrazio sentitamente lo Storico dell’Arte Arch. Francesco Petrucci che con grande professionalità ha accettato di supportare con cura questa mostra, augurandomi che quanti la visiteranno possano godere di inaspettate emozioni pari alle mie nell’esecuzione di tutti i dipinti presentati.
Per la fattiva collaborazione, ringrazio l’acuto e sagace critico d’arte Paolo Marzano che mi ha affiancato, fornendomi spunti e preziosi stimoli critici per stabilire quella puntuale strategia di analisi delle opere che, tra panneggi, posture e pathos, occorre sempre precisare per cogliere al meglio le prossimità di quell’esperienza, a contatto della materia prima; promotrice di sostenibile ed incondizionata bellezza.